A volte mi vien di pensare che sono stato fortunaterrimo a nascere in Italia anziché in Finlandia. OK, non sto delirando, mi spiego: ve l'immaginate crescere a pane e renna? A non sentire mai il profumo di un pomodoro, lo scricchiolio di una carota mal lavata sotto i denti, il piacevole pizzicorio delle melanzane o del pecorino homemade, il benefico peso della cassoeula, l'aroma enigmatico di uno spicchio d'aglio che ha deciso di soggiornare nello stomaco per qualche giorno??
No, io senza cibo nun je la farei!
Esempio: ieri sera cena dall'Esimia, a base di pici con sugo di carne, seguita da vasca di gelato al cioccolato in 4 varianti. Rosso di Montefalco e Recioto a lucidare i condotti.
Ma come si fa a vivere senza tutto ciò?? Come si fa a sopravvivere a patate lesse, a scatolette, a cibi confezionati?
O senza caffè serio. O senza pizza, focaccia, pezzi di rosticceria, piadine, tigelle, crescioni, burlenghi, gnocchi fritti, pucce, calzoni, ecc.
Insomma, almeno in questo, W l'Italia.
E fanculo ai fautori del sashimi, del tandoori, della nouvelle cuisine. Sì, ok, è tutto buono. Ma prima di parlare di sashimi, assaggiate i mondeghili, un timballo di pasta, i tajarin coi fegatelli, la trippa, o una banalissima frittata fatta come si deve. E sant'iddio, basta con sto Nero d'Avola, ha rotto le palle! Ci sono vini spettacolari in Italia, dal Sangiovese al Taurasi, dal Gavi al Pecorino (sì, c'è un'uva - e un vino - che si chiama così), dalla Freisa all'Aglianico, ecc. ecc.
Non è una questione di nazionalismo o di Made in Italy: è che vi perdete veramente tanto.
E se proprio insistete, cazzi vostri, non sapete che cosa vi perdete!
burp!
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lunedì 21 luglio 2008
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